Il perfezionismo mi manda nelle chiavette
Nella vita ho sofferto di un sacco di blocchi: il juggler's block, il musician's block, lo youtuber's block, insomma, il tutt'e cose block. Questa cosa è da superare. Se vi interessa e magari avete lo stesso problema, posso spiegarvi nel mio caso cosa ha funzionato. O meglio, cosa ha funzionato ogni tanto.
La frase in corsivo all'inizio del post è un buon riassunto. Mi bloccavo perché sentivo di non essere mai pronta, che mi mancasse qualcosa. Ma cosa?
Quando studiavo musica classica in conservatorio, ho spesso desiderato di lasciarmi andare al jazz, al rock, ma qualche volta è capitato che, mentre suonavo e mi svagavo, comparivano nella mia mente una serie di impedimenti:"stai facendo il percorso classico, questa roba ti rovina!" "Le ghost notes? In musica classica le note hanno tutte lo stesso peso!!"
Una pernacchia alla Sordi, a queste brutte voci interiori, oggi non la toglie nessuno. Come ho risolto? Mi sono diplomata e ho dovuto distruggere una serie di convinzioni errate che mi ero fatta lungo il mio percorso accademico, meraviglioso, ma che offre comunque una visione parziale delle materie trattate, come tutti i percorsi accademici. Ciò che è sicuro, è che certe cose apprese lì, non avrei potuto apprenderle altrove e sono orgogliosa di ogni giorno passato in conservatorio. Infatti sto ancora studiando composizione.
E passiamo infatti alla composizione!! Bestia nera! Quella sì che mi blocca, mi fa paura, mi mette in soggezione! Confrontarsi coi grandi ci fa sentire delle nullità. Bisognerebbe ignorare quelle vocine di cui sopra, ma purtroppo, mentre studi, si mettono proprio a urlare. Come fare? In questo caso, oltre agli incoraggiamenti di chi, come il maestro, mi capisce con un solo sguardo, è stato molto utile studiare qualche biografia e apprendere quanto i compositori, quelli rivoluzionari, erano in difficoltà davanti al loro percorso accademico.
Non perché siamo tutti dei geni, ma perché sono umani anche loro, allora in qualche misura ci si può identificare con un Mozart, iperattivo con carenza di sonno e voglia di capire il mondo, con Beethoven, asociale e frustrato, con il nomade Chopin, con il mangione Rossini, con il buontempone Bach. Siamo tutti umani e la soggezione che proviamo nei confronti della nostra materia, è amore. Un po' distorto, forse.
Vorremmo che fosse tutto perfetto al primo tentativo. Scriviamo un pezzo, ci piace, quasi non ci identifichiamo più in quel brano, tanto che è bello, e ci chiediamo se il prossimo sarà altrettanto bello, magari è stato un colpo di fortuna, o magari il precedente non era poi così bello come pensavamo.
Salvo poi confrontarsi con il mondo esterno e scoprire che, quei problemi giganti, li vedevamo solo noi, magari ci sono, ma sono ciò che rende le nostre produzioni interessanti o, appunto, nostre.
Dall'altra parte trovo molto affascinante stupirmi un po' di me stessa ogni volta che ammiro un qualcosa fatto da me, nonostante tutti i difetti, che probabilmente non sono così gravi. Insomma, è sempre bello produrre qualcosa che in qualche modo parla di me!
In ordine cronologico, l'ultimo blocco che ho avuto riguarda una rubrica per YouTube, la cui idea mi è venuta durante la pandemia. L'ho chiamata Merendine Musicali. Una rubrica semplicissima: spiego fantasiosamente argomenti di teoria musicale ad una telecamera, spesso e volentieri con esempi culinari, per essere compresa meglio.
Un'idea semplice! SEMPLICE! E ALLORA COME MAI CI HO MESSO TUTTI QUESTI MESI A LANCIARLA?
Scusate, un attimo di rabbia. Passato.
Andiamo con ordine.
Ma qua ci vuole un fatto serio, eh, le buone idee vanno valorizzate.
Allora:
progetto grafico
jingle
musica di background
argomento delle prime 10 puntate
scaletta per ogni argomento
luci di scena
studio delle inquadrature
Ma che è? L'ultima produzione Amazon Prime Video? Magari! E grazie che ci ho messo dei mesi!
Un bel giorno mi sono svegliata e mi sono detta:"ho proprio voglia di cominciare a girare le mie Merendine! Ma no, ho troppa roba da pre-produrre prima di cominciare!!!" E questa è la famosa voce maligna. Sempre io:"Ma sai che c'è? Io mo' giro, chissà quando mi tornerà la voglia di farlo!"
Ed ecco che passa un altro mese e mezzo. Perché sì dai, almeno il jingle! Facciamo così, mi faccio aiutare da amici.
Amici che hanno delle vite, molto intense. Dei problemi, degli impegni. Allora ciao jingle.
E vabbè dai, almeno la musica in background! Ma non ora, ho altre produzioni da fare.
E vabbè, sai che ti dico? Mi dedico ad un'altra idea, la poesia del mese!!
Tempo di realizzazione: 2 ore.
E LE MERENDINE ASPETTANO ANCORA??? NO, NON ESISTE!!!
Ecco che allora prendo le puntate già girate, le taglio, metto una sigla provvisoria e poi, quando si potrà, aggiusteremo.
Il meglio è nemico del bene.
Ma vuoi mettere la soddisfazione di caricare la puntata introduttiva su YouTube? Il resto è tutto, più o meno, in discesa! Ora ho un impegno da rispettare e, cascasse il mondo, anche senza sigla, senza grafica, senza background music, questo impegno sarà rispettato!!
Sarò criticata? Forse. Sarò insoddisfatta del risultato? Per gran parte delle puntate sì. Ma ne vale la pena, perché ho cominciato. Se avessi aspettato di essere pronta, probabilmente mi sarei stancata dell'idea e non avrei fatto più niente. E invece, ho colto l'attimo. Ho colto un'emozione, ho coltivato una velleità, ho cavalcato l'onda di un momentum emozionale. La rubrica è nata, sboccerà con i suoi dovuti tempi.
Evviva.
Merendine Musicali, su YouTube.

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