Apro un blog perché non posso andare dallo strizzacervelli

Ciao! Se stai leggendo questo post, probabilmente sei uno dei miei migliori amici, oppure sei un ammiratore segreto, o non avevi niente da fare e stai cercando un modo per passare un po' di tempo. Bene, se sei tra quelli che non avevano niente da fare, mi auguro di intrattenerti!

Mi dicono che sono brava a.. Un modo carino con cui a scuola ci hanno insegnato a parlare di noi, forse un po' sornione, ma comunque... mi dicono che ho un modo carino di esprimermi, che faccio ridere, per cui mi auguro che tu possa ridere: mi farà stare meglio!

Se non mi conosci, mi presento.

Mi chiamo Donata, ho superato i 30 da poco e sono una musicista. A tutto tondo. Non è un modo per dire che sono bravissima, piuttosto è un'espressione utile a far capire la totalità che la musica occupa nella mia vita. Mettiamola così: certe persone decidono di diventare preti, hanno la chiamata. A me, la chiamata l'ha fatta la musica, attraverso il flauto traverso, poi il sassofono, la composizione. Insomma, se Deus sive natura, per me musica sive tutt'e cose (eh sì perché mi piace pure la filosofia, abbiate pazienza). Troverete qualcosa di me anche su YouTube, e avrò il piacere di condividere qui con voi le mie idee, creazioni, rubriche.. E mi fermo, perché potrei parlare di musica per anni e anni, senza fermarmi mai!

Perché ho aperto questo blog? Come suggerisce il titolo, per me è una cura. Da piccola amavo scrivere, mi aiutava a fare un po' di pulizia emotiva. Questa esigenza è tornata a urlare più forte di prima in pandemia, un evento storico che ha tolto tanto a tutti noi, anche alla sottoscritta. Ho cambiato vita, cambiato casa, interrotto una relazione, fatto poche cose, visto poca gente, perso lavoro, insomma, vivo al settimo piano, ogni tanto passate qua sotto con un tappeto elastico. Oppure, leggete e commentate queste due righe!

Ah, dimenticavo.. Perché Nelle Chiavette? Beh.. i musicisti napoletani lo sanno. Eh sì, perché sono napoletana! Nella mia città i musicisti hanno inventato un linguaggio molto curioso, la cosiddetta Parlèsia, un codice che serviva per comunicare in ambienti ostili senza farsi capire da orecchie indiscrete e poco amiche. Fernì in'd'e' chiavette vuol dire arravogliarsi, imbrogliarsi, inciampare, incespicare.

"Scusa Donata (alla Barbascura X), ma se è un codice segreto perché ce lo stai rivelando?" Beh, perché ormai lo conoscono tutti, sono passati tantissimi anni da quando è stato inventato e, qui a Napoli, lo parla anche chi non è musicista, ma resta affine all'ambiente. Farò presto una rubrica sulla Parlèsia, ovviamente su YouTube, ma sto divagando! Spero che vorrai seguire le mie riflessioni, che mi serviranno a uscire, almeno per un po', dalle chiavette! Al prossimo post!

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